La nuova frontiera degli arredamenti: il design emozionale

Il design non è qualcosa di effimero, ma ha sostanza. La funzionalità di un oggetto e il suo impiego sono certamente importanti, tanto quanto lo è la linea di un pezzo di arredamento. Probabilmente è qualcosa di scontato questa affermazione, ma noi vogliamo dimostrarla, non semplicemente prendere atto che esiste ed è presente nella nostra società.

Un modo per dimostrare l’importanza del design risiede, soprattutto, nella sensazione che un oggetto, anche a parità di utilizzo con un suo omologo, ci trasmette. Sulla base di questo assunto dobbiamo prendere un riferimento importante Kansei Engineering, cioè lo studio e la traduzione in “oggetto” di tutto quello che trasmette emozione all’essere umano. Nato negli anni settanta in Giappone, questa disciplina che ha ad oggetto il design in senso lato, è in forte ascesa.

Il “designer emozionale”  studia le varie componenti delle emozioni umane, per poi rappresentarle attraverso uno stile soggettivo, un mobile, un oggetto. Tutto entra e fa parte di questo ambizioso progetto: tristezza e felicità, serenità e aggressività etc.

Donald Norman è stato il primo a parlare di design emozionale, nel suo studio “Emotional Design, Perché  amiamo (o odiamo) gli oggetti di tutti i giorni”. Una ricerca avvincente che ha influenzato il nostro modo di vivere gli oggetti e gli arredamenti giornalmente.

Nel nostro Paese ha uno dei rappresentanti di questo stile, che si rifà al design emozionale, è Fabio Novembre. Obiettivo del designer è di trasmettere al fruitore, un impatto sensoriale di grande rilievo personale, al punto da fare entrare dentro di esso un “segnale”, una traccia, di quello che ha vissuto attraverso l’esperienza “emozionale” legata al design.

Una delle aziende italiane che è collegata a questa “filosofia” del design è Alessi, con creazioni semplici che abbracciano diversi settori, fra cui anche l’arredamento per bagno e per la casa in genere.  Fantasie originali, ma soprattutto forme che sfiorano il surrealismo, d’altra parte l’emozione per essere trasmessa deve superare i nostri rigidi paradigmi mentali. I prodotti sono molto vicini alle esigenze di chi vuole arredare la propria casa, il non contrasto con la propria fantasia e le proprie visioni genera emozione.

L’arredamento per la casa, e non solo, è qualcosa che va oltre il comune modo di vedere. L’arredamento è anche, ma forse soprattutto, una sperimentazione su se stessi, è un sondaggio verso le proprie emozioni. Ecco, il design emozionale ci dà questa opportunità: sperimentarci ed emozionarci, come non facciamo più da tempo

 

 

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