In città il bosco è “verticale”

Riuscire a conciliare l’espansione urbana degli ultimi anni con il desiderio innato in ognuno di noi di un po’ di verde, è un’impresa davvero assai complicata. Molto è stato già fatto e l’attenzione sempre crescente verso la qualità della vita ha, in effetti, restituito alle nostre città un aspetto meno tetro rispetto a quello mostrato appena trent’anni fa. Ovviamente siamo ben lontani dal respirare atmosfere bucoliche lungo le vie affollate dei nostri centri urbani tuttavia, a Milano, è iniziato da qualche giorno un progetto/esperimento che potrebbe cambiare radicalmente il nostro modo di intendere gli spazi verdi.

L ‘idea porta la firma dello studio Boeri ed ha visto la partecipazione degli architetti Stefano Boeri, Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra. Si tratta della realizzazione di un Bosco Verticale nell’area di Porta Nuova, tra via Confalonieri e via De Castillia, in collaborazione con Hines Italia ed il processo di realizzazione è stato inaugurato con la piantumazione di un acero campestre, alto 5 metri e pesante oltre 500 kg., issato con una gru fino a raggiungere il luogo a lui destinato; non parliamo del semplice innesto di una pianta all’interno di una veranda o un balcone, il progetto Bosco Verticale prevede infatti la creazione di un vero e proprio ecosistema sviluppato lungo l’altezza di due grattacieli di 120 e 80 m!

Sembrerebbe un’impresa a dir poco faraonica ed anche i numeri sono decisamente sorprendenti: 20.000 piante, 700 alberi per un totale di circa un ettaro di bosco, per i meno avvezzi a tale unità di misura ricordiamo che si tratta di 10.000 metri quadrati. Seguendo le indicazioni fornite dalla paesaggista Laura Gatti è possibile avere un’anteprima dello spettacolo che, tra qualche tempo, si offrirà gratuitamente agli occhi dei milanesi: sui balconi delle due torri verranno installati 480 alberi medio-alti e 250 alberi di piccole dimensioni, oltre ovviamente a piante di 100 specie diverse e scelte in relazione alle caratteristiche di resistenza microclimatica, ricordiamo infatti che si tratta di povere piantine collocate ad oltre 100 metri di altezze con equilibri tutti da verificare.

Per tali motivi si è deciso di andare sul sicuro con il coinvolgimento di due grandi istituti di ricerca, il Politecnico di Milano e la Florida International University di Miami per la scelta delle soluzioni più adatte a condizioni relativamente estreme. Come ogni giardino che si rispetti, anche il Bosco Verticale, per quanto particolare e dalla forma decisamente atipica, necessita di un buon impianto di irrigazione, vero e proprio fiore all’occhiello dell’intero progetto; l’impianto è totalmente centralizzato e controllato in remoto, è diviso in vari settori indipendenti e non grava sulle abitudini dei vari inquilini in quanto non necessita di alcuna attivazione. Molti di voi si staranno sicuramente chiedendo il motivo di tutto questo, la risposta è molto semplice: l’obiettivo è quello di ridurre del 30% il consumo energetico e di influire in modo sensibile sulle dinamiche di depurazione delle polveri sottili.

L’idea, per quanto interessante e suggestiva, rappresenta un miraggio ancora per molti, il prezzo elevato delle unità abitative, circa 7.000 euro al mq, non rende la soluzione Bosco Verticale una facile alternativa al comune giardino. Non ci resta dunque che aspettare la fine dei lavori, prevista entro due anni, e prepararci ad alzare gli occhi al cielo per godere di uno spettacolo davvero unico, con buona pace della privacy dei vari inquilini.

 

Il team di Arredosalaria

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